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Chiamano all'essamina le orazioni;
fanno discussione de le frase, con dire: - queste
sanno di poeta, queste di comico, questa di oratore; questo
è grave, questo è lieve, quello è sublime, quell'altro è
humile dicendi genus; questa orazione è aspera; sarrebe
leve, se fusse formata cossí; questo è uno infante scrittore,
poco studioso de la antiquità, non redolet Arpinatem, desipit
Latium
. Questa voce non è tosca, non è usurpata da Boccaccio,
Petrarca e altri probati autori. Non si scrive
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homo, ma omo; non honore, ma onore; non
Polihimnio, ma Poliinnio. - Con questo
triomfa, si contenta di sé, gli piaceno piú ch'ogn'altra
cosa i fatti suoi: è un Giove, che, da l'alta specula, remira,
e considera la vita degli altri uomini suggetta a tanti errori,
calamitadi, miserie, fatiche inutili. Solo lui è felice,
lui solo vive vita celeste, quando contempla la sua divinità
nel specchio d'un Spicilegio, un Dizionario, un Calepino,
un Lessico, un Cornucopia, un Nizzolio.
Con questa sufficienza dotato, mentre ciascuno è uno,
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lui solo è tutto. Se avvien che rida si chiama Democrito,
s'avvien che si dolga si chiama Eraclito, se disputa si chiama
Crisippo, se discorre si noma Aristotele, se fa chimere si
appella Platone, se mugge un sermoncello se intitula Demostene,
se construisce Virgilio lui è il Marone. Qua correge
Achille, approva Enea, riprende Ettore, esclama contro
Pirro, si condole di Priamo, arguisce Turno, iscusa Didone,
comenda Acate; e in fine, mentre verbum verbo reddit e
infilza salvatiche sinonimie, nihil divinum a se alienum
putat
. E cossí borioso smontando da la sua catedra, come
colui ch'ha disposti i cieli, regolati i senati, domati eserciti,
riformati i mondi, è certo che, se non fusse l'ingiuria del
tempo, farebbe con gli effetti quello che fa con l'opinione.
- O tempora, o mores! Quanti son rari quei che intendeno
la natura de' participi, degli adverbii, delle coniunctioni!
Quanto tempo è scorso, che non s'è trovata la raggione
e vera causa, per cui l'adiectivo deve concordare col
sustantivo, il relativo con l'antecedente deve coire, e con
che regola ora si pone avanti, ora addietro de l'orazione;
e con che misure e quali ordini vi s'intermesceno quelle
interiezione dolentis, gaudentis, heu, oh, ahi, ah, hem, ohe,
hui
, ed altri condimenti, senza i quali tutto il discorso è
insipidissimo? -
Bruno Causa 215-216-217