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      Saulino. Odi a questo proposito un principio per un'altra
piú particular distinzione. Quello ch'unisce l'intelletto
nostro, il qual è nella sofia, alla verità, la quale è l'oggetto
intelligibile, è una specie d'ignoranza, secondo gli cabalisti
e certi mistici teologi; un'altra specie, secondo gli
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pirroniani, efettici ed altri simili; un'altra, secondo teologi
cristiani, tra' quali il Tarsense la viene tanto piú a
magnificare, quanto a giudicio di tutt'il mondo è passata
per maggior pazzia. Per la prima specie sempre si
niega; onde vien detta ignoranza negativa, che mai ardisce
affirmare. Per la seconda specie sempre si dubita, e mai
ardisce determinare o definire. Per la terza specie gli principii
tutti s' hanno per conosciuti, approvati e con certo
argumento manifesti, senza ogni demostrazione ed apparenza.
La prima è denotata per l'asino pullo, fugace ed
errabondo; la seconda per un'asina, che sta fitta tra due
vie, dal mezo de quali mai si parte, non possendosi risolvere
per quale delle due piú tosto debba muovere i passi;
la terza per l'asina con il suo pulledro, che portano su la
schena il redentor del mondo: dove l'asina, secondo che gli
sacri dottori insegnano, è tipo del popolo giudaico, ed il
pullo del popolo gentile, che, come figlia ecclesia, è parturito
dalla madre sinagoga; appartenendo cossí questi
come quelli alla medesima generazione, procedente dal
padre de' credenti, Abraamo. Queste tre specie d'ignoranza,
come tre rami, si riducono ad un stipe, nel quale
da l'archetipo influisce l'asinità, e che è fermo e piantato
su le radici delli diece sephiroth.
Bruno Cab 875-876