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      Prudenzio - . Io fo poco conto del vostro conto, niente
istimo la vostra stima.
      Teofilo. Di grazia, non interrompete piú il nostro discorso.
      Smitho. Seguite, signor Teofilo.
      Teofilo. Notò, dico, il vostro Aristotele, che, come è
la vicissitudine de l'altre cose, cossí non meno de le opinioni
ed effetti diversi: però tanto è aver riguardo alle
filosofie per le loro antiquità, quanto voler decidere se fu
prima il giorno o la notte. Quello dunque, al che doviamo
fissar l'occhio de la considerazione, è si noi siamo nel giorno,
e la luce de la verità è sopra il nostro orizonte, overo in
quello degli aversarii nostri antipodi; si siamo noi in tenebre,
over essi: ed in conclusione, si noi, che damo principio
a rinovar l'antica filosofia, siamo ne la mattina per dar
fine a la notte, o pur ne la sera per donar fine al giorno.
E questo certamente non è difficile a determinarsi, anco
giudicando a la grossa da' frutti de l'una e l'altra specie
di contemplazione.
Bruno Cena 43