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      Frulla. S'io non parlo, scoppiarò, creparò certo. Avete
detto il vostro Aristotele, parlando a mastro
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Prudenzio. Sapete, come intendo, che Aristotele sii suo,
idest lui sii peripatetico? (Di grazia, facciamo questo poco
di digressione per modo di parentesi). Come di dui ciechi
mendichi a la porta de l'arcivescovato di Napoli l'uno se
diceva guelfo e l'altro ghibellino; e con questo si cominciorno
sí crudamente a toccar l'un l'altro con que' bastoni
ch' aveano, che, si non fussero stati divisi, non so come
sarebbe passato il negozio. In questo se gli accosta un uom
da bene, e li disse: - Venite qua, tu e tu, orbo mascalzone:
che cosa è guelfo? che cosa è ghibellino? che vuol dir esser
guelfo ed esser ghibellino? - In verità, l'uno non seppe
punto che rispondere, né che dire. L'altro si risolse dicendo:
- Il signor Pietro Costanzo, che è mio padrone, ed al quale
- io voglio molto bene, è un ghibellino. - Cossí a punto
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molti sono peripatetici, che si adirano, se scaldano e s'imbraggiano
per Aristotele, voglion defendere la dottrina
d' Aristotele, son inimici de que' che non sono amici d' Aristotele,
voglion vivere e morire per Aristotele; i quali non
intendono né anche quel che significano i titoli de' libri
d' Aristotele. Se volete ch' io ve ne dimostri uno, ecco
costui, al quale avete detto il vostro Aristotele,
e che a volte a volte ti sfodra un Aristoteles noster, Peripateticorum
princeps
, un Plato noster, et ultra.
Bruno Cena 41-42-43