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      Saulino. O fortuna, o sorte traditora! Ti par questo
boccone da pedanti? Non era meglio sottoporlo alla cura
d'un poeta, farlo a la mano d'un oratore, o avezzarlo su
il baston de la croce? Non era piú espediente d'ubligarlo
sotto la disciplina di....
      Sofia. Non piú, non piú! Quel che deve essere, sarà;
quel che esser devea, è. Or per compire l'istoria di Ganimede,
l'altr'ieri, sperando le solite accoglienze, con quell'
usato ghigno fanciullesco li porgeva la tazza di nettare;
e Giove, avendogli alquanto fissati gli turbidi occhi al
volto: - Non ti vergogni, li disse, o figlio di Troo? pensi
ancor essere putto? forse che con gli anni ti cresce la discrezione,
e ti s'aggionge di giudizio? non ti accorgi che è
passato quel tempo, quando mi venevi ad assordir l'orecchie,
che, allora ch'uscivamo per l'atrio esteriore, Sileno,
Fauno, quel di Lampsaco ed altri si stimavano beati,
se posseano aver la commodità di rubbarti una pizzicatina,
o almeno toccarti la veste, ed in memoria di quel tocco
non si lavar le mani, quando andavano a mangiare, e far
de l'altre cose che li dettava la fantasia? Ora dispònite,
e pensa che forse ti bisognarà di far altro mestiero. Lascio
che io non voglio piú frasche appresso di me. - Chi avesse
veduto il cangiamento di volto di quel povero garzone o
adolescente, non so se la compassione, o il riso, o la pugna
de l'uno e l'altro affetto l'avesse mosso di vantaggio.
Bruno Best 585