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      Cicada. Dechiarami quel ch'intende per ciò che dice:
il core in forma di Parnaso.
      Tansillo. Perché cossí il cuor umano ha doi capi, che
vanno a terminarsi a una radice, e spiritualmente da uno
affetto del core procede l'odio ed amore di doi contrarii,
come ave sotto due teste una base il monte Parnaso.
      Cicada. A l'altro.
      Tansillo. Dice:
      1. Chiama per suon di tromba il capitano
Tutti gli suoi guerrier sott'un'insegna;

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Dove s'avvien che per alcun in vano
Udir si faccia, perché pronto vegna,
      Qual nemico l'uccide, o a qual insano
Gli dona bando dal suo campo e 'l sdegna:
Cossí l'alma i dissegni non accolti
Sott'un stendardo o gli vuol morti, o tolti.
      2. Un oggetto riguardo;
Chi la mente m'ingombra, è un sol viso.
Ad una beltà sola io resto affiso,
      Chi sí m'ha punto il cor, è un sol dardo,
Per un sol fuoco m'ardo,
E non conosco piú ch'un paradiso.

      1. Questo capitano è la voluntade umana, che
siede in poppa de l'anima, con un picciol temone de la
raggione governando gli affetti d'alcune potenze interiori
contra l'onde degli émpiti naturali. Egli con il suono
de la tromba, cioè della determinata elezione, chiama
tutti gli guerrieri
, cioè provoca tutte le
potenze (le quali s'appellano guerriere per esserno in continua
ripugnanza e contrasto), o pur gli effetti di quelle,
che sono gli contrarii pensieri, de quali altri verso l'una,
altri verso l'altra parte inchinano; e cerca constituirgli
tutti sott'un'insegna d'un determinato fine. Dove
s'accade ch'alcun d'essi vegna chiamato in vano a farsi
prontamente vedere ossequioso (massime quei che procedeno
dalle potenze naturali, quali o nullamente o poco
ubediscono alla raggione), al meno, forzandosi d'impedir
gli loro atti e dannar quei che non possono essere impediti,
viene a mostrarsi come uccidesse quelli e donasse bando a
questi, procedendo contra gli altri con la spada de l'ira,
ed altri con la sferza del sdegno.
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      2. Qua un oggetto riguarda, a cui è volto
con l'intenzione; per un viso, con cui s'appaga,
ingombra la mente; in una sola beltade
si diletta e compiace, e dicesi restarvi affiso,
perché l'opra d'intelligenza non è operazion di moto, ma
di quiete. E da là solamente concepe quel dardo che
l'uccide, cioè che gli constituisce l'ultimo fine di perfezione.
Arde per un sol fuoco, cioè dolcemente si consuma
in uno amore.
      Cicada. Perché l'amore è significato per il fuoco?
      Tansillo. Lascio molte altre caggioni, bastiti per ora
questa: perché cossí la cosa amata l'amore converte ne
l'amante, come il fuoco, tra tutti gli elementi attivissimo,
è potente a convertere tutti quell'altri semplici e composti
in se stesso.
      Cicada. Or séguita.
      Tansillo. Conosce un paradiso, cioè un fine
principale; perché paradiso comunmente significa il fine,
il qual si distingue in quello ch'è absoluto, in verità ed
essenza, e l'altro ch'è in similitudine, ombra e participazione.
Del primo modo non può essere piú che uno, come
non è piú che uno l'ultimo ed il primo bene; del secondo
modo sono infiniti.
      Amor, sorte, l'oggetto e gelosia
M'appaga, affanna, contenta e sconsola.
Il putto irrazional, la cieca e ria,
L'alta bellezza, la mia morte sola,
      Mi mostra il paradiso, il toglie via,
Ogni ben mi presenta, me l'invola;
Tanto ch'il cor, la mente, il spirto, l'alma
Ha gioia, ha noia, ha refrigerio, ha salma.

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      Chi mi torrà di guerra?
Chi mi farà fruir mio ben in pace?
Chi quel ch'annoia e quel che sí mi piace,
............
Farà lungi disgionti,
Per gradir le mie fiamme e gli miei fonti?

Bruno Furori 962-963-964-965