— 205 —
      Elitropio. Questo è certo secondo gli principii della
vostra filosofia; per i quali volete che gli contrarii hanno
coincidenza ne' principii e prossimi suggetti: perché que' medesimi
ingegni, che sono attissimi ad alte, virtuose e generose
imprese, se fian perversi, vanno a precipitar in vizii
estremi. Oltre che là si sogliono trovare piú rari e scelti
ingegni, dove per il comune sono piú ignoranti e sciocchi,
e dove per il piú generale son meno civili e cortesi, nel piú
particulare si trovano de cortesie e urbanitadi estreme:
— 206 —
di sorte che, in diverse maniere, a molte generazioni pare
che sia data medesima misura de perfezioni e imperfezioni.
      Filoteo. Dite il vero.
      Armesso. Con tutto ciò io, come molti altri meco, mi
dolgo, Teofilo, che voi nella nostra amorevol patria siate
incorsi a tali suppositi, che vi hanno porgiuta occasione di
lamentarvi con una cinericia cena, che ad altri ed altri
molti che vi avesser fatto manifesto, quanto questo nostro
paese, quantunque sia detto da' vostri penitus toto divisus
ab orbe
, sia prono a tutti gli studi de buone lettere,
armi, cavalleria, umanitadi e cortesie; nelle quali, per
quanto comporta delle nostre forze il nerbo, ne forziamo
di non essere inferiori a' nostri maggiori e vinti da le altre
generazioni; massime da quelle che si stimano aver le nobilitadi,
le scienze, le armi, e civilitadi come da natura.
      Filoteo. Per mia fede, Armesso, che in quanto riferisci
io non debbo né saprei con le paroli, né con le raggioni, né
con la conscienza contradirvi, perché con ogni desterità
di modestia e di argomenti fate la vostra causa. Però io
per voi, come per quello che non vi siete avicinato con un
barbaro orgoglio, comincio a pentirmi, e prendere a dispiacere
di aver ricevuta materia da que' prefati, di contristar
voi e altri d'onestissima e umana complessione: però bramarei
che que' dialogi non fussero prodotti, e se a voi piace,
mi forzarò che oltre non vengan in luce.
Bruno Causa 205-206