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Cossí si può tirar a certo meglior
proposito quel che disse il Tansillo quasi per certo gioco:
      Se non togliete il ben che v'è da presso,
Come torrete quel che v'è lontano?
Spreggiar il vostro mi par fallo espresso,
E bramar quel che sta ne l'altrui mano.
Voi sete quel ch' abandonò se stesso,
La sua sembianza desiando in vano:
Voi sete il veltro, che nel rio trabocca,
Mentre l'ombra desia di quel ch' ha in bocca.

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      Lasciate l'ombre, ed abbracciate il vero;
Non cangiate il presente col futuro.
Io d'aver dì meglior già non dispero;
Ma, per viver piú lieto e piú sicuro,
Godo il presente e del futuro spero:
Cossí doppia dolcezza mi procuro.

Con ciò un solo, benché solo, può e potrà vencere, ed al
fine arà vinto, e trionfarà contra l'ignoranza generale;
e non è dubio se la cosa de' determinarsi, non co' la moltitudine
di ciechi e sordi testimoni, di convizii e di parole
vane, ma co' la forza di regolato sentimento, il qual bisogna
che conchiuda al fine; perché, in fatto, tutti gli orbi
non vagliono per uno che vede, e tutti i stolti non possono
servire per un savio.
Bruno Cena 34-35