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epistola esplicatoria
scritta
al molto illustre ed eccellente cavalliero
signor filippo sidneo dal nolano.

      Cieco chi non vede il sole, stolto chi nol conosce, ingrato
chi nol ringrazia; se tanto è il lume, tanto il bene, tanto il
beneficio; per cui risplende, per cui eccelle, per cui giova;
maestro de sensi, padre di sustanze, autor di vita. Or non so
qual mi sarei, eccellente Signore, se io non stimasse il vostro
ingegno, non onorasse gli vostri costumi, non celebrasse gli
vostri meriti; con gli quali vi siete scuoperto a me nel primo
principio ch'io giunsi a l'isola Britannica, per quanto v' ha
conceduto il tempo; vi manifestate a molti, per quanto l'occasione
vi presenta; e remirate a tutti, per quanto vi mostra
la vostra natural inclinazione veramente eroica. Lasciando,
dunque, il pensier dei tutti ai tutti, ed il dover de' molti a'
molti, non permetta il fato, che io, per quel tanto che spetta
al mio particolare, come tal volta mi son mostrato sensitivo
verso le moleste ed importune discortesie d'alcuni; cossí avanti
gli occhi de l'eternità vegna a lasciar nota d'ingratitudine,
voltando le spalli a la vostra bella, fortunata e cortesissima
patria, prima ch'al meno con segno di riconoscenza non vi
salutasse, gionto al generosissimo e gentilissimo spirito del
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signor Folco Grivello. Il quale, come con lacci di stretta e
lunga amicizia, con cui siete allevati, nodriti e cresciuti insieme,
vi sta congionto: cossí nelle molte e degne, esterne ed interne
perfezioni v'assomiglia; ed al mio riguardo fu egli quel secondo,
che, appresso gli vostri primi, gli secondi offici mi propose ed
offerse: quali io arrei accettati, e lui certo arrebe effettuati,
se tra noi non avesse sparso il suo arsenito de vili, maligni ed
ignobili interessati l'invidiosa Erinni.
Bruno Best 549-550