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prima parte de gli eroici furori
dialogo primo
interlocutori

Tansillo, Cicada.

      Tansillo. Gli furori, dunque, atti piú ad esser qua primieramente
locati e considerati, son questi che ti pono
avanti secondo l'ordine a me parso piú conveniente.
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      Cicada. Cominciate pur a leggerli.
      Tasillo.
      Muse, che tante volte ributtai,
Importune correte a' miei dolori,
Per consolarmi sole ne' miei guai
Con tai versi, tai rime e tai furori,
      Con quali ad altri vi mostraste mai,
Che de mirti si vantan ed allori;
Or sia appo voi mia aura, áncora e porto,
Se non mi lice altrov'ir a diporto.

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      O monte, o dive, o fonte,
Ov'abito, converso e mi nodrisco;
Dove quieto imparo ed imbellisco;
      Alzo, avvivo, orno il cor, il spirto e fronte,
Morte, cipressi, inferni
Cangiate in vita, in lauri, in astri eterni.

      1. È da credere che piú volte e per piú caggioni le ributtasse,
tra le quali possono esser queste. Prima, perché,
come deve il sacerdote de le muse, non ha possut'esser
ocioso; perché l'ocio non può trovarsi là dove si combatte
contra gli ministri e servi de l'invidia, ignoranza e malignitade.
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Secondo, per non assistergli degni protectori e defensori
che l'assicurassero, iuxta quello:
      Non mancaranno, o Flacco, gli Maroni,
Se penuria non è de Mecenati.

Bruno Furori 953-954-955-956