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Or dunque, a fin ch' intendiate il negocio presente e l'importanza
sua, vi propono per una conclusione, che ben
presto facile- e chiarissimamente vi si provarà: che, se
vien lodato lo antico Tifi per avere ritrovata la prima nave,
e cogli Argonauti trapassato il mare:
Audax nimium, qui freta primus
Rate tam fragili perfida rupit,
Terrasque suas post terga videns,
Animam levibus credidit auris;

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se a' nostri tempi vien magnificato il Colombo, per esser
colui, de chi tanto tempo prima fu pronosticato:
      Venient annis
Saecula seris, quibus Oceanus
Vincula rerum laxet, et ingens
Pateat tellus, Tiphysque novos
Detegat orbes, nec sit terris
Ultima Thule;

che de' farsi di questo, che ha ritrovato il modo di montare
al cielo, discorrere la circonferenza de le stelle, lasciarsi a
le spalli la convessa superficie del firmamento? Gli Tifi
han ritrovato il modo di perturbar la pace altrui, violar
i patrii genii de le reggioni, di confondere quel che la provida
natura distinse, per il commerzio radoppiar i difetti,
e gionger vizii a vizii de l'una e l'altra generazione, con
violenza propagar nove follie e piantar l'inaudite pazzie
ove non sono, conchiudendosi alfin più saggio quel ch' è
piú forte; mostrar novi studi, instrumenti ed arte de tirannizar
e sassinar l'un l'altro; per mercé de' quai gesti
tempo verrà, che, avendono quelli a sue male spese imparato,
per forza de la vicissitudine de le cose, sapranno
e potranno renderci simili e peggior frutti de sí perniciose
invenzioni.
      Candida nostri saecula patres
Videre procul fraude remota.
Sua quisque piger littora tangens,

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Patrioque senex fractus in arvo
Parvo dives, nisi quas tulerat
Natale solum, non norat opes.
      Bene dissepti foedera mundi
Traxit in unum Thessala pinus,
Iussitque pati verbera pontum,
Partemque metus fieri nostri
Mare sepostum.

Bruno Cena 30-31-32