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iscusazion del nolano
alle piú virtuose e leggiadre dame.

      De l'Inghilterra o vaghe Ninfe e belle,
Non voi ha nostro spirto in schifo, e sdegna,
Né per mettervi giú suo stil s'ingegna,
Se non convien che femine v'appelle.
      Né computar, né eccettuar da quelle
Son certo che voi dive mi convegna,
Se l'influsso commun in voi non regna,
E siete in terra quel ch'in ciel le stelle.
      De voi, o Dame, la beltà sovrana
Nostro rigor né morder può, né vuole,
Che non fa mira a specie soprumana.
      Lungi arsenico tal quindi s'invole,
Dove si scorge l'unica Diana,
Qual'è tra voi quel che tra gli astri il sole.
      L'ingegno, le parole
E 'l mio (qualunque sia) vergar di carte
Faranvi ossequios'il studio e l'arte.

Bruno Furori 951