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      Or che dirrò io del Nolano? Forse, per essermi tanto
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prossimo, quanto io medesmo a me stesso, non mi converrà
lodarlo? Certamente, uomo raggionevole non sarà, che
mi riprenda in ciò, atteso che questo talvolta non solamente
conviene, ma è anco necessario, come bene espresse
quel terso e colto Tansillo:
      Bench'ad un uom, che preggio ed onor brama,
Di sé stesso parlar molto sconvegna,
Perché la lingua, ov'il cor teme ed ama,
Non è nel suo parlar di fede degna;
L'esser altrui precon de la sua fama
Pur qualche volta par che si convegna,
Quando vien a parlar per un di dui:
Per fuggir biasmo, o per giovar altrui.

Pure, se sarà un tanto supercilioso, che non vogli a proposito
alcuno patir la lode propria, o come propria, sappia,
che quella talvolta non si può dividere da sui presenti e
riportati effetti. Chi riprenderà Apelle, che presentando
l'opra, a chi lo vuol sapere, dice, quella esser sua manifattura?
Chi biasimerà Fidia, s'a un, che dimanda l'autore
di questa magnifica scoltura, risponda esser stato lui?
Bruno Cena 29-30