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      Smitho. Di grazia, fatemi intendere, che opinione avete
del Copernico?
      Teofilo. Lui avea un grave, elaborato, sollecito e maturo
ingegno; uomo che non è inferiore a nessuno astronomo
che sii stato avanti lui, se non per luogo di successione
e tempo; uomo che, quanto al giudizio naturale, è
stato molto superiore a Tolomeo, Ipparco, Eudoxo e tutti
gli altri, ch' han caminato appo i vestigi di questi. Al che
è dovenuto per essersi liberato da alcuni presuppositi falsi
de la comone e volgar filosofia, non voglio dir cecità. Ma
però non se n'è molto allontanato; perché lui, piú studioso
de la matematica che de la natura, non ha possuto profondar
e penetrar sin tanto che potesse a fatto toglier
via le radici de inconvenienti e vani principii, onde perfettamente
sciogliesse tutte le contrarie difficultà e venesse
a liberar e sé ed altri da tante vane inquisizioni e fermar
la contemplazione ne le cose costante e certe. Con tutto
ciò chi potrà a pieno lodar la magnanimità di questo germano,
il quale, avendo poco riguardo a la stolta moltitudine,
è stato sí saldo contra il torrente de la contraria fede,
e benché quasi inerme di vive raggioni, ripigliando quelli
abietti e rugginosi fragmenti ch' ha possuto aver per le
mani da la antiquità, le ha ripoliti, accozzati e risaldati
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in tanto, con quel suo piú matematico che natural discorso,
ch' ha resa la causa, già ridicola, abietta e vilipesa, onorata,
preggiata, piú verisimile che la contraria, e certissimamente
piú comoda ed ispedita per la teorica e raggione
calculatoria? [>]
Bruno Cena 28-29