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      Fino a questi tempi il Vico ammirava due soli sopra tutti
gli altri dotti, che furono Platone e Tacito; perché con una mente
metafisica incomparabile Tacito contempla l'uomo qual è, Platone
qual dee essere; e come Platone con quella scienza universale si
diffonde in tutte le parti dell'onestá che compiono l'uom sapiente
d'idea, cosí Tacito discende a tutti i consigli dell'utilitá, perché
tra gl'infiniti irregolari eventi della malizia e della fortuna si
conduca a bene l'uom sapiente di pratica. E l'ammirazione con
tal aspetto di questi due grandi auttori era nel Vico un abbozzo
di quel disegno sul quale egli poi lavorò una storia ideale
eterna sulla quale corrésse la storia universale di tutti i tempi,
conducendovi, sopra certe eterne propietá delle cose civili, i
surgimenti, stati, decadenze di tutte le nazioni, onde se ne formasse
il sapiente insieme e di sapienza riposta, qual è quel di
Platone, e di sapienza volgare, qual è quello di Tacito. Quando
finalmente venne a lui in notizia Francesco Bacone signor di
Verulamio, uomo ugualmente d'incomparabile sapienza e volgare
e riposta, siccome quello che fu insieme insieme un
uomo universale in dottrina ed in pratica, come raro filosofo e
gran ministro di stato dell'Inghilterra. E, lasciando da parte
stare gli altri suoi libri, nelle cui materie ebbe forse pari e migliori,
in quelli De augmentis scientiarum l'apprese tanto che,
come Platone è il principe del sapere de' greci e un Tacito non
hanno i greci, cosí un Bacone manca ed a' latini ed a' greci;
che un sol uom vedesse quanto vi manchi nel mondo delle lettere
che si dovrebbe ritruovare e promuovere, ed in ciò che
vi ha, di quanti e quali difetti sia egli necessario emendarsi;
né per affezione o di particolar professione o di propia setta,
a riserva di poche cose che offendono la cattolica religione,
faccia a tutte le scienze giustizia, e a tutte col consiglio che
ciascuna conferisca del suo nella somma che costitovisce l'universal
repubblica delle lettere. E, propostisi il Vico questi tre
singolari auttori da sempre avergli avanti gli occhi nel
meditare e nello scrivere, cosí andò dirozzando i suoi lavori
d'ingegno, che poi portarono l'ultima opera De universi iuris
uno principio
, ecc.
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