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      Pregate, pregate Dio, o carissimi, se non siete ancora
asini, che vi faccia dovenir asini. Vogliate solamente; perché
certo certo, facilissimamente vi sarà conceduta la grazia:
perché, benché naturalmente siate asini, e la disciplina commune
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non sia altro che una asinitade, dovete avertire e considerar
molto bene se siate asini secondo Dio; dico, se siate
quei sfortunati che rimagnono legati avanti la porta, o pur
quegli altri felici li quali entran dentro. Ricordatevi, o fideli,
che gli nostri primi parenti a quel tempo piacquero a Dio,
ed erano in sua grazia, in sua salvaguardia, contenti nel terrestre
paradiso, nel quale erano asini, cioè semplici ed ignoranti
del bene e male; quando posseano esser titillati dal
desiderio di sapere bene e male, e per consequenza non ne
posseano aver notizia alcuna; quando possean credere una
buggia che gli venesse detta dal serpente; quando se gli possea
donar ad intendere sin a questo: che, benché Dio avesse detto
che morrebono, ne potesse essere il contrario: in cotal disposizione
erano grati, erano accetti, fuor d'ogni dolor, cura e molestia.
Sovvegnavi ancora ch'amò Dio il popolo ebreo, quando
era afflitto, servo, vile, oppresso, ignorante, onerario, portator
de còfini, somarro, che non gli possea mancar altro che la
coda ad esser asino naturale sotto il domíno de l'Egitto:
allora fu detto da Dio suo popolo, sua gente, sua scelta generazione.
Perverso, scelerato, reprobo, adultero fu detto quando
fu sotto le discipline, le dignitadi, le grandezze e similitudine
de gli altri popoli e regni onorati secondo il mondo. [>]

Bruno Cab 854-855