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Ma gli animanti nati per vedere il sole, gionti al termine
dell'odiosa notte, ringraziando la benignità del cielo e disponendosi
a ricevere nel centro del globoso cristallo degli
occhi suoi gli tanto bramosi e aspettati rai, con disusato
applauso di cuore, di voce e di mano adoraranno l'oriente;
dal cui dorato balco, avendo cacciati gli focosi destrieri
il vago Titane, rotto il sonnacchioso silenzio de l'umida
notte, raggionaranno gli uomini, belaranno gli facili, inermi
e semplici lanuti greggi, gli cornuti armenti sotto la cura
de' ruvidi bifolchi muggiranno. Gli cavalli di Sileno,
perché di nuovo, in favor degli smarriti dei, possano dar
spavento ai piú de lor stupidi gigantoni, ragghiaranno; versandosi
nel suo limoso letto, con importun gruito ne assordiranno
gli sannuti ciacchi. Le tigri, gli orsi, gli leoni, i
lupi e le fallaci golpi, cacciando da sue spelunche il capo,
da le deserte alture contemplando il piano campo de la
caccia, mandaranno dal ferino petto i lor grunniti, ricti,
bruiti, fremiti, ruggiti ed orli. Ne l'aria e su le frondi di
ramose piante, gli galli, le aquile, li pavoni, le grue, le tortore,
i merli, i passari, i rosignoli, le cornacchie, le piche,
gli corvi, gli cuculi e le cicade non sarran negligenti di replicar
e radoppiar gli suoi garriti strepitosi. Dal liquido e
instabile campo ancora, li bianchi cigni, le molticolorate
anitre, gli solleciti merghi, gli paludosi bruchii, le ocche
rauche, le querulose rane ne toccaranno l'orecchie col suo
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rumore, di sorte ch'il caldo lume di questo sole, diffuso
all'aria di questo piú fortunato emisfero, verrà accompagnato,
salutato e forse molestato da tante e tali diversitadi
de voci, quanti e quali son spirti che dal profondo di proprii
petti le caccian fuori.
Bruno Causa 193-194