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      Altri molti sono i degni ed onorati frutti che da questi
arbori si raccoglieno, altre le messe preciose e desiderabili che
da questo seme sparso riportar si possono. Le quali, per non
piú importunamente sollecitar la cieca invidia de gli nostri
adversarii, non ameniamo a mente, ma lasciamo comprendere
dal giudizio di quei che possono comprendere e giudicare.
Li quali, da per se medesimi, potranno facilmente a questi
posti fondamenti sopraedificar l'intiero edificio de la nostra
filosofia; gli cui membri, se cossí piacerà a chi ne governa e
muove, e se l'incominciata impresa non ne verrà interrotta,
ridurremo alla tanto bramata perfezione, a fine che quello,
che è seminato ne gli dialogi De la causa, principio ed uno,
per altri germoglie, per altri cresca, per altri si mature, per
altri, mediante una rara mietitura, ne addite e, per quanto
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è possibile, ne contente; mentre (avendolo sgombrato de le
veccie, de gli lolii e de le raccolte zizanie) di frumento meglior
che possa produr terreno de la nostra coltura, verremo ad
colmar il magazzino de studiosi ingegni.
      Tra tanto, benché son certo che non è bisogno de lo raccomandarvi,
non lasciarò pure, per far parte del debito mio, di
procurar che vi sia veramente raccomandato quello che non
intrattenete tra vostri familiari come uomo di cui avete bisogno,
ma come persona che ha bisogno di voi per tante e tante caggioni
che vedete; considerando che, per aver appresso di voi
tanti che vi serveno, non siete differente da plebei, borsieri e
mercanti; ma, per aver alcunamente degno che da voi sia
promosso, difeso ed aggiutato, sète, come sempre vi siete
mostrato e fuste, conforme a' principi magnanimi, eroi e Dei,
li quali hanno ordinati pari vostri per la difesa de gli loro
amici. E vi ricordo quel che so che non bisogna ricordarvi:
che non potrete al fine esser tanto stimato dal mondo e gratificato
da Dio, per essere amato e rispettato da principi quantosivoglia
grandi de la terra, quanto per amare, difendere e conservare
un di simili. Perché non è cosa che quelli che con la
fortuna vi son superiori, possono fare a voi che molti di lor
superate con la virtude, che possa durare piú che gli vostri
pareti e tapezzarie; ma tal cosa voi possete fare ad altri,
che facilmente vegna scritta nel libro dell'eternitade, o sia
quello che si vede in terra o sia quell'altro che si crede in cielo:
atteso che quanto che ricevete da altri, è testimonio de l'altrui
virtute, ma il tanto che fate ad altro, è segno ed indizio espresso
de la vostra. Vale.
Bruno Inf 362-363