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      Questi son que' dubii e motivi, nella soluzion delli quali
consiste tanta dottrina, quanta sola basta a scuoprir gl'intimi
e radicali errori de la filosofia volgare ed il pondo e momento
de la nostra. Ecco qua la raggione, per cui non doviam temere
che cosa alcuna diffluisca, che particolar veruno o si disperda
o veramente inanisca o si diffonda in vacuo che lo dismembre
in adni[c]hilazione. Ecco la raggion della mutazion vicissitudinale
del tutto, per cui cosa non è di male da cui non s'esca,
cosa non è di buono a cui non s'incorra, mentre per l'infinito
campo, per la perpetua mutazione, tutta la sustanza persevera
medesima ed una. Dalla qual contemplazione, se vi sarremo
attenti, avverrà che nullo strano accidente ne dismetta per
doglia o timore, e nessuna fortuna per piacere o speranza ne
estoglia: onde aremo la via vera alla vera moralità, saremo
magnanimi, spreggiatori di quel che fanciulleschi pensieri stimano;
e verremo certamente piú grandi che que' dei che il
cieco volgo adora, perché dovenerremo veri contemplatori
dell'istoria de la natura, la quale è scritta in noi medesimi,
e regolati executori delle divine leggi, che nel centro del nostro
core son inscolpite. Conosceremo che non è altro volare da qua
al cielo che dal cielo qua, non altro ascendere da qua là che da
là qua, né è altro descendere da l'uno a l'altro termine.
Noi non siamo piú circonferenziali a essi che essi a noi; loro
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non sono piú centro a noi che noi a loro; non altrimente calcamo
la stella e siamo compresi noi dal cielo, che essi loro.
      Eccone, dunque, fuor d'invidia; eccone liberi da vana
ansia e stolta cura di bramar lontano quel tanto bene che
possedemo vicino e gionto. Eccone piú liberi dal maggior
timore che loro caschino sopra di noi, che messi in speranza
che noi caschiamo sopra di loro; perché cossí infinito aria sustiene
questo globo come quelli, cossí questo animale libero
per il suo spacio discorre ed ottiene la sua reggione come
ciascuno di quegli altri per il suo. Il che considerato e compreso
che arremo, oh a quanto piú considerare e comprendere
ne diportaremo! Onde per mezzo di questa scienza otteneremo
certo quel bene, che per l'altre vanamente si cerca.
Bruno Inf 359-360