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- Quando ordina il
Pentateuco che devi ridur ed addirizzar al suo camino
l'asino e bue errante del prossimo tuo, intendeno moralmente
gli dottori, che l'uomo del nostro prossimo Idio, il quale è
dentro di noi ed in noi, s'aviene che prevariche dalla via della
giustizia, debba essere da noi corretto ed avertito. Quando
l'archisinagogo riprese il Signor che curava nel sabbato, ed
egli rispose che non è uomo da bene che in qualunque
giorno non vegna a cavar l'asino

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o bue dal pozzo dove è cascato; intendeno
gli divini scrittori che l'asino è l'uomo semplice, il bue è l'uomo
che sta sul naturale, il pozzo è il peccato mortale, quel che cava
l'asino dal pozzo è la divina grazia e ministero che redime gli
suoi diletti da quell'abisso. Ecco, dunque, qualmente il popolo
redemuto, preggiato, bramato, governato, addirizzato, avertito,
corretto, liberato e finalmente predestinato, è significato
per l'asino, è nominato asino. E che gli asini son quelli per gli
quali la divina benedizione e grazia piove sopra gli uomini,
di maniera che guai a color che vegnon privi del suo asino,
certamente molto ben si può veder nell'importanza di quella
maledizione che impiomba nel Deuteronomio, quando
minacciò Dio dicendo: L'asino tuo ti sia tolto
d'avanti, e non ti sia reso
!
Bruno Cab 849-850