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      Quindi, dopo lunga convalescenza di ben tre anni, restituitosi
alla scuola della gramatica, perché egli speditamente
eseguiva in casa ciò se gl'imponeva dal maestro, tale speditezza
credendo il padre che fusse negligenza, un giorno domandò
al maestro se 'l suo figliuolo facesse i doveri di buon discepolo;
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e, colui affermandoglielo, il priegò che raddoppiasse a lui le
fatiche. Ma il maestro scusandosene perché il doveva regolare
alla misura degli altri suoi condiscepoli, né poteva ordinare una
classe di un solo e l'altra era molto superiore, allora, essendo
a tal ragionamento presente il fanciullo, con grande animo priegò
il maestro che permettesse a lui di passare alla superior classe,
perché esso arebbe da sé supplito a ciò che gli restava in
mezzo da impararsi. Il maestro, piú per isperimentare ciò che
potesse un ingegno fanciullesco che avesse da riuscire in fatti,
glielo permise, e con sua meraviglia sperimentò tra pochi giorni
un fanciullo maestro di se medesimo.
Vico Aut 3-4