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      Ecco, illustrissimo Signore, onde bisogna uscire prima che
voler entrare alla piú speciale e appropriata cognizion de le
cose. Quivi, come nel proprio seme, si contiene ed implica la
moltitudine de le conclusioni della scienza naturale. Quindi
deriva la intessitura, disposizione e ordine de le scienze speculative.
Senza questa isagogia in vano si tenta, si entra, si
comincia. Prendete, dunque, con grato animo questo principio,
questo uno, questo fonte, questo capo, perché vegnano animati
a farsi fuora e mettersi avanti la sua prole e genitura, gli suoi
rivi e fiumi maggiori si diffondano, il suo numero successivamente
si moltipliche e gli suoi membri oltre si dispongano a
fin che, cessando la notte col sonnacchioso velo e tenebroso
manto, il chiaro Titone, parente de le dive Muse, ornato di
sua fameglia, cinto da la sua eterna corte, dopo bandite le
notturne faci, ornando di nuovo giorno il mondo, risospinga
il trionfante carro dal vermiglio grembo di questa vaga Aurora.
Vale.
Bruno Causa 187