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      Questo mondo, tolto secondo l'imaginazion de stolti matematici,
ed accettato da non piú saggi fisici, tra quali gli Peripatetici
son piú vani, non senza frutto presente: prima diviso
come in tante sfere, e poi distinto in circa quarant'otto imagini
(nelle quali intendeno primamente partito un cielo ottavo,
stellifero, detto da' volgari firmamento), viene ad
essere principio e suggetto del nostro lavoro. Perché qua
Giove (che rapresenta ciascun di noi), come da conceputo
nacque, da fanciullo dovenne giovane e robusto, e da tale è
dovenuto e dovien sempre piú e piú vecchio ed infermo: cossí
da innocente ed inabile si fa nocivo ed abile, dovien tristo,
e talor si fa buono; da ignorante savio, da crapulone sobrio,
da incontinente casto, da dissoluto grave, da iniquo giusto;
al che tal volta vien inchinato da la forza che gli vien meno,
e spinto e spronato dal timor della giustizia fatale, superiore
a' dei, che ne minaccia. [>]

Bruno Best 560